Pittura Cosmoradiattiva

Origine e significato

La pittura cosmoradiattiva rappresenta il punto più avanzato della ricerca artistica di Bruno de Cerce. Nata nel 1957 con il manifesto elaborato a Catanzaro, segna il superamento della pittura tradizionale per aprirsi a una dimensione più ampia, dove arte, energia e materia si fondono. In questa visione, l’opera non riproduce ciò che si vede, ma esprime ciò che si percepisce: vibrazione, luce e movimento della realtà.

Tra città e universo

La cosmoradiattiva nasce dall’incontro tra la dimensione urbana e quella cosmica. Milano, con le sue architetture e il suo ritmo, diventa punto di partenza, mentre la materia – rappresentata anche in forma simbolica – si collega a una visione universale dell’esistenza. Ogni opera diventa così un campo energetico, dove il microcosmo della città incontra il macrocosmo dell’universo.

Arte come esperienza pubblica

Questa ricerca si esprime anche fuori dalla tela. Emblematica è la performance nella Galleria Vittorio Emanuele II, dove de Cerce si presenta vestito da astronauta per portare la sua arte tra le persone. L’evento attira giornalisti e televisioni, trasformando la cosmoradiattiva in un’esperienza pubblica, viva e condivisa.