Via Bagutta - come è nata?
"Bruno de Cerce" Via Bagutta per me non è mai stata solo una strada di Milano. È diventata un laboratorio vivo, un luogo dove l’arte smetteva di essere chiusa nelle gallerie e tornava a respirare insieme alle persone. Quando arrivai a Milano, la città era già piena di energia, ma mancava uno spazio davvero aperto, dove gli artisti potessero mostrarsi senza filtri. Via Bagutta è diventata proprio questo: un punto d’incontro tra artisti, passanti, curiosi e collezionisti, senza barriere. Dal 1964, con il Gruppo Culturale Artisti di Via Bagutta, di cui fui fondatore e presidente onorario, abbiamo trasformato quella strada in una galleria a cielo aperto. Le opere non stavano più solo sulle pareti: stavano nella vita quotidiana, tra la gente, nel flusso della città. Per me Via Bagutta rappresentava un’idea precisa: l’arte non deve essere distante, non deve essere esclusiva. Deve essere attraversabile. Deve poter essere vista mentre si cammina, mentre si vive Milano. Lì ho visto nascere dialoghi, confronti, critiche e incontri che in una galleria tradizionale non sarebbero mai accaduti. Era un’arte più diretta, più umana, più vera. Via Bagutta, sotto la mia visione, è diventata un simbolo di Milano culturale: una città che non si limita a conservare l’arte, ma la espone nella sua vita quotidiana.


via Bagutta, Milano 1970